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Regione Toscana: province, comuni, luoghi d'interesse

Situata tra la costa tirrenica e gli Appennini, la Toscana è caratterizzata da territorio montuoso ad est e nord, ove si trovano le Alpi Apuane, ricche del pregiato marmo bianco, da ampie zone collinari al centro coltivate ad ulivo, vite e girasole, da pianure, come la Versilia, la Maremma, bonificata a partire dagli inizi del XX secolo, e la Valdarno da Firenze alla foce del fiume Arno, che è tra le più importanti zone d'arte d'Italia.
Provincia di Massa-Carrara Provincia di Lucca Provincia di Pistoia Provincia di Prato Provincia di Firenze Provincia di Pisa Provincia di Grosseto Provincia di Livorno Provincia di Siena Provincia di Arezzo
Province della Toscana

Piccoli centri e città conservano tutti l'impronta del glorioso passato medievale e rinascimentale, allorchè per secoli le città toscane, impegnate in guerre e lotte intestine, come quelle tra Firenze e Siena o tra Guelfi e Ghibellini, avevano innalzato centinaia di castelli, fortezze costiere, cittadelle murate e borghi turriti.

In breve

Area: 22.990 km² -- Popolazione: circa 3,6 milioni di abitanti nel 2007 -- Densità: 158 abitanti per km² -- Comuni: 287

Le Province

Le province toscane sono dieci: Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, con capoluogo di regione a Firenze.

Le Regioni Italiane

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Abitata sin dai tempi preistorici per lo più intorno a laghi e fiumi, nell'XI secolo a.C. la regione fu occupata, assieme ad Umbria e Marche, dagli Etruschi, popolo di origine orientale ancora in gran parte misterioso, dedito all'artigianato e al commercio. La civiltà etrusca si basava come la greca su città-stato, come Chiusi, Volterra, Cortona, Arezzo, Fiesole, riunite in federazioni e accomunate da un'unica identità nazionale e religiosa.

Tale organizzazione politica pose le basi di una ricca cultura, ma fu anche la ragione primaria della loro sconfitta ad opera dei romani, meno civili ma di gran lunga meglio organizzati sotto il punto di vista militare, i quali nel III secolo a.C. occuparono l'intera Toscana, che inizialmente continuarono a chiamare Etruria includendovi anche l'Umbria; successivamente la regione divenne Septima Regio dell'Impero Romano col nome di Tuscia e capitale Florentia.

Alla caduta dell'impero, la Toscana fu occupata dai Longobardi che nel VII secolo d.C. vi costituirono il Ducato della Tuscia, e poi dai Franchi che fondarono il Marchesato di Toscana con capitale Lucca. Nel 1115 la contessa Matilde lasciò tutte le sue proprietà alla Chiesa, il che diede origine nei secoli seguenti al conflitto tra Impero e Papato a alla nascita di sue partiti politici dei Guelfi (deguaci del Papa) e dei Ghibellini (seguaci dell'Imperatore), e ad uno stato di perenne belligeranza tra varie città toscane fino alla vittoria finale dei Guelfi capeggiati da Firenze.

Allo stesso tempo in Firenze sorgeva un'economia capitalistica basata sui due capisaldi del potere finanziario e bancario da una parte e dell'industria tessile dall'altra. La nuova ricchezza e l'indipendenza politica permisero un fiorire meraviglioso di arte e cultura, la supremazia del dialetto toscano che sarebbe diventato nei secoli successivi il modello della lingua italiana, e anche il crescere di una forte identità nazionale per l'Italia stessa molti secoli prima del conseguimento dell'unità.

In Toscana ebbero inizio Umanesimo e Rinascimento, ancor prima della data convenzionale della fine dell'era medievale, fissata al 1492. Dalla fine del Quattrocento le città toscane che avevano goduto per secoli di indipendenza, ricchezza e libertà, gradualmente vennero incorporate sotto il dominio dei Medici finché nel 1569 Cosimo I Medici fu nominato dal Papa Granduca dell'intera regione.

Con l'estinzione della dinastia medicea, il Granducato passò nel 1718 alla Spagna e successivamente nel 1737 agli Asburgo d'Austria. Dopo la parentesi repubblicana sotto la Francia napoleonica, il Congresso di Vienna restituì la regione all'illuminato Granduca Leopoldo II, che diede inizio ad un'era di liberalismo, tolleranza, e riforme, anche se alla fine prevalse la spinta unitaria guidata dai Savoia e nel 1860 un referendum portò all'annessione della Toscana al Regno d'Italia.

Economia

Sistemi agricoli moderni hanno permesso alla regione di essere tra i primi produttori italiani di girasole, tabacco ed ortaggi, e di sviluppare una viticoltura ed olivicoltura di altissima qualità. Nel settore industriale si registra una gran varietà di piccole e medie industrie, solide e ben amministrate, nei più diversi settori. Grazie inoltre alla presenza di tante città d'arte e borghi medievali (Firenze, Pisa, Siena, San Gimignano, Arezzo...), di rinomate località balneari in Versilia, della lungimirante politica di promozione turistica che ha fatto della regione un modello di sviluppo, il turismo è divenuto una risorsa di primaria importanza per tutto l'arco dell'anno.

Siti UNESCO Patrimonio dell'Umanità

Siti UNESCO Riserve della Biosfera

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